Scenari futuri del costo kW in relazione all’evoluzione del mercato energetico

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Questo articolo analizza le prospettive future del costo al kW in Italia, evidenziando i legami tra prezzo del gas, sistema marginale e transizione energetica. Analizza come le rinnovabili, il mercato libero e le smart grid influenzano direttamente il prezzo dell’energia.Fornisce consigli pratici per ridurre i costi.⏱️ Tempo di lettura: 8–9 minuti

Le dinamiche del prezzo al kW stanno cambiando a causa di fattori strutturali e di contesto internazionale. 

Negli ultimi anni le tariffe elettriche sono state influenzate da fattori geopolitici, come la guerra russo-ucraina, e da un modello di formazione del prezzo – il cosiddetto sistema marginale – che lega tutti i produttori al costo della fonte più cara, spesso il gas naturale. Parallelamente, l’espansione delle rinnovabili e la graduale digitalizzazione della rete elettrica stanno modificando equilibri e prospettive. 

Evoluzione prezzo kw energia

Il futuro costo al kW dell’energia dipenderà tanto dalle politiche europee e dalle innovazioni tecnologiche, quanto dalla capacità dei consumatori di adottare strategie di efficienza e autoproduzione.

Approfondiremo con cura l’argomento nei prossimi paragrafi.

Mercato energetico e costi al kW: tra scossoni, oscillazioni e bollette salate

Negli ultimi dieci anni il prezzo dell’energia elettrica in Italia ha mostrato forti oscillazioni, con un aumento particolarmente marcato nel biennio 2021–2022. 

Puoi approfondire leggendo anche questa guida dedicata al costo al kW dell’energia.

Il ruolo del gas nel prezzo dell’elettricità

Il prezzo dell’elettricità in Italia è strettamente legato all’andamento del gas naturale a causa del sistema di prezzo marginale adottato nel mercato elettrico europeo. Ogni giorno i produttori comunicano al Gestore dei Mercati Energetici quanta energia possono offrire e a quale costo. Le offerte vengono accettate in ordine crescente di prezzo fino a coprire l’intera domanda. 

Il valore che determina il Prezzo Unico Nazionale (PUN) è quello dell’ultima offerta necessaria, che spesso proviene da centrali termoelettriche a gas, tradizionalmente le più costose.

Di conseguenza, anche l’energia prodotta da impianti rinnovabili, pur avendo costi di generazione inferiori, viene remunerata al prezzo fissato dall’ultima centrale entrata in produzione. 

Quando il gas registra aumenti significativi – come avvenuto nel 2022 con quotazioni superiori ai 200 €/MWh rispetto ai circa 14-15 €/MWh del periodo pre-Covid – il PUN segue la stessa tendenza, con un impatto diretto sul costo finale per i consumatori.

Fino a eventuali modifiche del modello di mercato, la correlazione tra prezzo del gas e costo per kilowatt rimarrà un elemento strutturale del sistema energetico italiano.

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Mercato libero e mercato tutelato

Il quadro dei prezzi si intreccia con il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero, processo avviato in Europa per stimolare la concorrenza. 

Nel mercato tutelato, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) negozia trimestralmente una tariffa di riferimento legata al PUN, proteggendo i consumatori da oscillazioni estreme. 

Nel mercato libero, invece, il cliente sceglie tra offerte di diversi fornitori, con la possibilità di contratti a prezzo fisso o variabile.
In teoria la concorrenza dovrebbe favorire risparmi, ma i dati ARERA mostrano che molti utenti nel libero pagano di più, spesso per scarsa consapevolezza o perché non monitorano le scadenze dei contratti. 

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Evoluzione del cost al kW dell’energia: come le rinnovabili influenzano il mercato elettrico nazionale

L’espansione delle fonti rinnovabili è la leva principale per disaccoppiare il costo del kW dal prezzo del gas. Impianti solari, eolici e idroelettrici hanno costi marginali prossimi allo zero, perché non necessitano di acquistare combustibili. 

Nella logica del mercato attuale, queste fonti entrano per prime a coprire la domanda, ma il loro prezzo di vendita resta ancorato all’offerta più costosa.
Sono in corso proposte legislative per riformare il sistema di pricing dell’energia elettrica a livello europeo e nazionale: si discute di meccanismi di prezzo differenziato (pay-as-bid o contratti per differenza) per valorizzare l’energia pulita, garantendo ai produttori un ritorno stabile e ai consumatori bollette meno legate al gas. Parallelamente, la diffusione delle smart grid – reti elettriche digitali e bidirezionali – permetterà di gestire in tempo reale domanda, offerta e stoccaggio, favorendo l’integrazione di batterie domestiche e comunità energetiche locali.


La gestione attiva della rete e i nuovi modelli tariffari potrebbero stabilizzare i prezzi a lungo termine. 

Un esempio concreto viene dai cittadini che hanno scelto l’autoproduzione fotovoltaica: investendo circa 10 mila euro, alcuni hanno già azzerato le bollette in pochi anni, dimostrando che la generazione distribuita può incidere direttamente sul mercato energetico e sui costi al kW

In prospettiva,la diffusione delle rinnovabili ha un concreto impatto sulla dipendenza dalle importazioni di gas e garantisce una maggiore resilienza alle crisi geopolitiche.

Mercato energetico e costi al kW: 3 consigli per mitigare gli aumenti di costo

Punta all’efficienza degli elettrodomestici e monitora i consumi


Aggiornare gli elettrodomestici e gli impianti di illuminazione e riscaldamento riduce il fabbisogno di energia. Contatori intelligenti e app di monitoraggio permettono di individuare sprechi e di programmare i consumi nelle fasce orarie più convenienti. 

Un uso consapevole degli elettrodomestici può portare a risparmi significativi, secondo ARERA anche fino al 30% in condizioni ottimali.

Valuta il passaggio alle energie rinnovabili

Installare un impianto fotovoltaico con accumulo, o partecipare a una comunità energetica, consente di produrre e condividere energia a costi stabili. L’esperienza di chi già sfrutta l’energia solare dimostra che un investimento iniziale può essere ammortizzato in pochi anni, garantendo indipendenza dai picchi del mercato.

A tal proposito, ti consigliamo la lettura di questo approfondimento dedicato al costo al kW fotovoltaico.

Scegli con consapevolezza il tuo fornitore elettrico


Nel mercato libero è fondamentale confrontare le offerte, valutando durata e tipo di prezzo (fisso o variabile). Bloccare una tariffa quando i prezzi all’ingrosso sono bassi può proteggere da futuri rincari, mentre contratti variabili vanno scelti solo da chi segue costantemente l’andamento del PUN. 

Presta attenzione a telefonate o proposte poco trasparenti, pratica purtroppo diffusa nelle fasi di transizione, come testimoniano i casi di truffa, soprattutto ai danni di utenti meno digitalizzati.

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Futuro del costo al kW: domande frequenti

Quanto costerà 1 kWh nel 2025?

Le previsioni per il 2025 indicano un aumento del costo dell’energia. riferimento per il mercato all’ingrosso, possa attestarsi su un valore medio di circa 0,14 €/kWh, in rialzo rispetto alla media dell’anno precedente.

Quali sono le previsioni del PUN per i prossimi mesi?

 Le previsioni per i prossimi mesi del 2025 mostrano un andamento variabile del Prezzo Unico Nazionale (PUN). Dopo un inizio anno con valori più alti, si prevede una possibile stabilizzazione o un leggero calo nei mesi centrali, influenzato dalla maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il costo dell’energia elettrica aumenterà?

Sì, è previsto un aumento del costo complessivo dell’energia elettrica. L’incremento è legato a diversi fattori, tra cui le tensioni geopolitiche, l’andamento del prezzo del gas naturale e un aumento della domanda di energia. La crescita delle fonti rinnovabili potrebbe mitigare parzialmente questi rincari.

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