Questo articolo offre una guida aggiornata agli incentivi per il fotovoltaico nel 2025, chiarendo opportunità, limiti e novità normative. Include dettagli su Bonus Ristrutturazioni, CER, tariffe GSE, Ritiro Dedicato e bandi regionali, con consigli pratici per accedere correttamente alle agevolazioni.⏱️ Tempo di lettura: 7–8 minuti
Il 2025 ha portato alcune novità nel panorama degli incentivi per il fotovoltaico, con piccoli ritocchi e in alcuni casi una riduzione dei benefici economici.
Tuttavia, è ancora possibile accedere a diverse forme di agevolazione per abbattere i costi di installazione degli impianti fotovoltaici.

Quello che nel corso degli anni non è mai cambiato è la necessità di informarsi con attenzione e di seguire alcune semplici regole – dalla verifica dei requisiti alla corretta gestione della documentazione – per assicurarsi l’accesso alle agevolazioni disponibili.
Nei paragrafi che seguono troverai una panoramica aggiornata delle principali misure, che include i requisiti, le procedure e qualche consiglio pratico per sfruttare al meglio ogni incentivo.
Bonus Ristrutturazioni 2025
Il Bonus Ristrutturazioni 2025 consente una detrazione IRPEF del 50% per impianti fotovoltaici sulla prima casa, che scende al 36% per la seconda casa.
La percentuale detraibile scenderà rispettivamente al 36% e al 30% nel 2026.
Il tetto di spesa ammesso è di 96.000 euro per unità immobiliare, ma per redditi superiori a 75.000 euro possono valere limiti più stringenti.

Normative per gli incentivi fotovoltaico: ecco come si accede al Bonus ristrutturazioni
L’incentivo è accessibile a proprietari e affittuari che effettuano lavori su immobili residenziali e copre l’installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, purché destinati ai bisogni energetici dell’abitazione.
La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo e richiede pagamenti tracciabili tramite “bonifico parlante”, oltre alla conservazione di fatture e documentazione per eventuali controlli.
Le stesse percentuali si applicano all’Ecobonus, che include interventi finalizzati all’efficienza energetica ed è stato uniformato al Bonus Ristrutturazioni e al Sismabonus.
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Un’ulteriore opportunità è offerta dalle Comunità Energetiche Rinnovabili, introdotte per favorire l’autoconsumo collettivo.
Con il Decreto CER cittadini, imprese e enti locali possono associarsi per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili, beneficiando di contributi in conto capitale fino al 40% e di una tariffa incentivante sull’energia condivisa.
Gli impianti devono avere una potenza non superiore a 1 MW e possono essere realizzati anche su edifici esistenti.
I membri della comunità consumano in tempo reale l’energia prodotta, riducendo la dipendenza dalla rete e ottenendo vantaggi economici proporzionali alla quota di partecipazione.
Tariffe incentivanti per le CER
Entrando in una Comunità Energetica, è possibile ottenere due tipi di tariffe incentivanti riconosciute dal GSE:
- la tariffa premio incentivante per l’energia condivisa virtualmente tra i membri della CER, garantita per 20 anni;
- la tariffa di valorizzazione, un corrispettivo unitario per ogni kWh autoconsumato dai produttori.
La tariffa premio include una parte fissa (che varia in base alla potenza dell’impianto, ad esempio ~80 €/MWh per impianti minori di 200 kW) e una parte variabile legata al prezzo di mercato dell’energia (con range fino a circa 40 €/MWh) e prevede maggiorazioni territoriali al nord e al centro Italia.

Incentivi per il fotovoltaico: dallo “Scambio sul Posto” al Ritiro Dedicato
Per anni lo Scambio sul Posto ha consentito di compensare l’energia prodotta e immessa in rete con quella prelevata, garantendo un risparmio significativo in bolletta. Questo meccanismo, tuttavia, è stato gradualmente superato dalle nuove normative europee e italiane, lasciando spazio a nuove forme di valorizzazione dell’energia, tra cui il Ritiro Dedicato.
Quest’ultimo consente al produttore di vendere al GSE l’energia immessa in rete a condizioni semplificate, con corrispettivi calcolati in base ai prezzi zonali orari del mercato elettrico. L’accordo è stipulato direttamente con il GSE e prevede pagamenti mensili, riducendo la complessità amministrativa e garantendo la certezza dell’incasso.
Possono accedere sia impianti di piccola taglia sia installazioni più grandi, anche combinando l’autoconsumo parziale con la vendita dell’eccedenza.
Consiglio pratico: questa formula risulta particolarmente vantaggiosa se il tuo impianto produce più energia di quanta ne consumi, consentendo di trasformare il surplus in un’entrata economica stabile, senza gli oneri tipici di un contratto di vendita sul mercato libero.
Bandi regionali e contributi locali
Molte Regioni pubblicano bandi che offrono contributi aggiuntivi per impianti fotovoltaici, in aggiunta agli incentivi nazionali. Ne parliamo anche in questo articolo dedicato a bandi e incentivi per il fotovoltaico.
Ad esempio, la Regione Calabria nel 2025 ha stanziato 50 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, con contributi destinati a interventi di ammodernamento e sostenibilità, inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici. Il bando, aperto fino al 30 dicembre 2025, sostiene micro, piccole e medie imprese del settore turistico che puntano a standard elevati di qualità e accessibilità.
Un secondo avviso, valido fino al 2026, mette a disposizione 100 milioni di euro per progetti innovativi legati anche alla produzione di energia pulita.
Ogni Regione pubblica periodicamente bandi simili, con requisiti e scadenze differenti.
Per individuarli ti consigliamo di consultare i portali ufficiali regionali e le sezioni dedicate ai fondi europei o alla transizione energetica, verificando sempre attentamente i criteri di ammissibilità, dotazioni finanziarie e tempi di presentazione.
Consigli pratici per accedere agli incentivi
Per accedere agli incentivi fotovoltaici è necessario rispettare limiti di potenza, scadenze e requisiti tecnici previsti dalle normative.
Prima di tutto, verifica i requisiti specifici di ciascuna misura, inclusi limiti di potenza, destinazione d’uso dell’energia e scadenze temporali.
Abbi cura di conservare tutta la documentazione – fatture, ricevute di pagamento e dichiarazioni tecniche – in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate o del GSE.
I pagamenti devono sempre essere tracciabili, tramite bonifico parlante, riportando correttamente causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa installatrice.
Attenzione all’abilitazione FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) dell’azienda installatrice: ti garantisce il rispetto delle norme tecniche e la validità delle agevolazioni.
Ti consigliamo, infine, di leggere anche questo approfondimento sulle detrazioni fiscali per il fotovoltaico.

Domande frequenti sugli incentivi per fotovoltaico
Quali sono gli incentivi per il fotovoltaico nel 2025?
Per il 2025 sono attivi diversi incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici. Il principale è il Bonus Ristrutturazione, che permette una detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di 96.000 euro per la prima casa.
Come funziona il bonus del 50% per il fotovoltaico?
Il bonus per il fotovoltaico funziona come una detrazione fiscale IRPEF pari al 50% dei costi sostenuti per l’acquisto e l’installazione dell’impianto. L’importo massimo di spesa detraibile è di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, che vengono scalate dall’imposta lorda nella dichiarazione dei redditi.
Chi ha diritto al bonus fotovoltaico?
Hanno diritto al bonus fotovoltaico i proprietari di immobili, gli inquilini (con il consenso del proprietario) e i condomini che effettuano l’installazione su un immobile a uso residenziale.


