Tipi di impianti fotovoltaici: scegli il sistema giusto per le tue esigenze

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Questo testo illustra i principali tipi di impianti fotovoltaici — on‑grid, off‑grid, ibridi e plug‑and‑play — mettendo in luce vantaggi, limiti e scenari ideali di utilizzo. Particolare attenzione è riservata ai sistemi con accumulo per incrementare l’autonomia energetica e il risparmio.⏱️ Tempo di lettura: 1–2 minuti

Sistema on grid

Quando si decide di investire in un impianto fotovoltaico, la scelta della soluzione migliore va richiede un’attenta valutazione delle proprie necessità energetiche, del budget disponibile e delle aspettative in termini di ritorno economico ed efficienza, poiché la personalizzazione del sistema e dei suoi componenti influisce direttamente sui consumi energetici e sul ritorno dell’investimento.

Ogni sistema fotovoltaico è progettato per un contesto specifico: ad esempio, l’on-grid per utenze collegate alla rete, l’off-grid per aree isolate e l’ibrido per massimizzare l’autoconsumo.

In questo contesto, il tema dell’autoconsumo e dell’accumulo riveste un ruolo centrale: come approfondito nell’articolo dedicato ai vantaggi del fotovoltaico con accumulo, la possibilità di immagazzinare l’energia prodotta apre scenari di maggiore autonomia e sostenibilità, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.

In questo articolo, ti illustreremo le caratteristiche tecniche e i vantaggi pratici di ciascun impianto per facilitare la scelta più adatta al tuo profilo energetico

Impianto fotovoltaico on-grid e off-grid

Quando si parla di impianti fotovoltaici, il primo passo è distinguere tra due categorie principali: i sistemi connessi alla rete (on-grid) e quelli isolati (off-grid).

Impianto fotovoltaico on-grid

Un sistema on-grid è connesso direttamente alla rete elettrica nazionale. L’energia prodotta dai pannelli viene consumata immediatamente, mentre l’eventuale surplus viene immesso in rete e valorizzato attraverso meccanismi di incentivo come il Ritiro Dedicato.

Vantaggi di un sistema semplice e conveniente

Gli impianti on-grid sono apprezzati per la loro convenienza economica: non richiedendo batterie di accumulo, hanno un costo iniziale più contenuto e un tempo di rientro dell’investimento ridotto. Inoltre, la connessione alla rete garantisce una continuità di fornitura: nei momenti in cui i pannelli non producono a sufficienza, è sempre possibile attingere all’energia elettrica nazionale. A ciò si aggiunge il vantaggio degli incentivi e delle forme di compensazione, che trasformano l’energia in surplus in un concreto guadagno economico.

I limiti di un sistema dipendente dalla rete

L’aspetto meno favorevole è la dipendenza dal gestore elettrico: se la rete subisce un blackout, anche l’impianto si interrompe, a meno che non sia stato integrato un sistema di backup. Inoltre, senza accumulo, l’autoconsumo resta limitato: gran parte dell’energia prodotta durante le ore diurne, quando i consumi domestici sono generalmente ridotti, viene ceduta alla rete invece di essere sfruttata pienamente in casa.

L’evoluzione: il sistema on-grid con accumulo

L’impianto on-grid può includere batterie per immagazzinare energia e aumentare l’autonomia energetica.

In questo caso, parte dell’energia prodotta viene immagazzinata nel sistema di accumulo e resa disponibile nelle ore serali o notturne, quando i pannelli non producono. Questa configurazione rappresenta un ibrido tra il classico impianto connesso alla rete e un sistema off-grid, permettendo, da un lato, di mantenere la sicurezza dell’accesso continuo all’elettricità, dall’altro, aumentando in modo significativo l’autonomia energetica e l’efficienza dell’impianto. 

Una soluzione di questo tipo consente di sfruttare al meglio l’energia solare prodotta, riducendo drasticamente i prelievi dalla rete e garantendo un risparmio ancora più consistente nel lungo periodo.

Se vuoi saperne di più, leggi anche il nostro articolo dedicato al kit fotovoltaico da 6 kW con accumulo. 

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Impianto fotovoltaico off-grid

Un sistema off-grid, noto anche come stand-alone, rappresenta la forma più indipendente di impianto fotovoltaico: non essendo collegato alla rete elettrica nazionale, funziona in totale autonomia grazie all’integrazione con batterie di accumulo, che conservano l’energia prodotta durante le ore di sole per renderla disponibile quando necessario, anche di notte o nelle giornate nuvolose.

Libertà e sostenibilità senza compromessi

L’impianto off-grid garantisce piena operatività anche in assenza della rete elettrica nazionale

Se opti per questa soluzione non dipenderai né dalla rete, né dalle oscillazioni dei prezzi dell’energia, beneficiando di una gestione completamente autonoma delle tue risorse. Inoltre, dal punto di vista della sostenibilità, il sistema stand-alone consente di alimentare i consumi esclusivamente con energia solare, riducendo a zero l’impatto derivante dall’uso di fonti non rinnovabili. 

Non a caso, questa tipologia si rivela la scelta ideale in zone isolate o difficilmente raggiungibili, dove la connessione alla rete elettrica sarebbe tecnicamente complessa o eccessivamente onerosa.

I limiti di un’autonomia che richiede pianificazione

La totale indipendenza comporta però alcune criticità.

Un impianto off-grid necessita infatti di un sistema di accumulo capiente e ben dimensionato, che incide in maniera significativa sul costo iniziale. Non solo: la progettazione deve essere particolarmente accurata per garantire la disponibilità di energia in ogni stagione, poiché nei periodi di bassa produzione solare, un calcolo errato del fabbisogno o un accumulo insufficiente possono comportare disagi concreti.

Tipi di impianti fotovoltaici: scegli il sistema giusto per le tue esigenze infografica 2 impianti fotovoltaici off grid fotovoltaico

Impianto fotovoltaico con inverter ibrido

Dopo aver visto come i sistemi di accumulo possano trasformare un impianto fotovoltaico in una soluzione più autonoma ed efficiente, è importante soffermarsi su un elemento tecnologico che ne permette il funzionamento ottimale: l’inverter ibrido.

Molti si chiedono cosa sia esattamente e in cosa differisca da un inverter tradizionale. La risposta è semplice: l’inverter ibrido non solo converte l’energia prodotta dai pannelli solari da corrente continua a corrente alternata, rendendola utilizzabile in casa, ma gestisce anche l’interazione con le batterie di accumulo. In altre parole, “decide” se l’energia deve essere consumata subito, immagazzinata per un uso successivo oppure immessa in rete.

Grazie alla gestione automatizzata, l’inverter ibrido riduce gli sprechi ottimizzando il flusso energetico verso l’uso diretto, l’accumulo o la rete.

L’inverter ibrido, infatti, organizza le priorità di utilizzo in modo automatico e intelligente: prima soddisfa i consumi domestici, poi ricarica le batterie e solo in un secondo momento consente l’immissione di energia in rete. Grazie a questo processo, riduce al minimo lo spreco di energia e si ottimizza il risparmio in bolletta.

La presenza di un inverter ibrido rende l’impianto particolarmente adatto a chi desidera incrementare la propria autonomia energetica, senza però rinunciare al supporto della rete nei momenti di maggiore fabbisogno. È quindi una soluzione perfetta se vuoi  massimizzare l’autoconsumo, 

Qui trovi un approfondimento dedicato ai kit fotovoltaico da 6 kW. 

Kit fotovoltaico con accumulo

Impianto fotovoltaico plug and play

Un’ultima tipologia di impianto fotovoltaico che merita attenzione è quella dei sistemi plug and play:  piccoli kit composti da uno o due pannelli, un microinverter e un cavo di connessione, pensati per essere collegati direttamente a una presa elettrica domestica.

Caratteristiche principali degli impianti fotovoltaici da balcone è la loro facilità di installazione: una soluzione che non richiede  interventi complessi né permessi particolari, salvo la comunicazione al distributore locale.
I kit plug and play permettono di iniziare a produrre energia solare con un investimento contenuto e senza modifiche strutturali.

Naturalmente, si tratta di sistemi che offrono prestazioni limitate in termini di potenza: difficilmente superano 1-2 kW e non sostituiscono un impianto residenziale completo. Sono sfruttate per piccoli piccoli appartamenti che non hanno accesso a un tetto per l’installazione dei moduli, seconde case o per chi desidera ridurre la bolletta con un investimento minimo. Inoltre, rappresentano un primo passo verso una maggiore efficienza energetica, da integrare eventualmente in futuro con un impianto di dimensioni maggiori.

Domande frequenti sugli impianti fotovoltaici

Quanto costa un impianto fotovoltaico?

Il costo di un impianto fotovoltaico “chiavi in mano” da 3 kWp si aggira mediamente intorno ai 6.500 € più IVA, mentre un sistema con accumulo può superare i 13.500 €. I prezzi variano in base alla potenza, ai componenti scelti e alle agevolazioni fiscali applicabili.

Quanto dura un impianto fotovoltaico?

I pannelli fotovoltaici hanno una durata media di oltre 25 anni, con una garanzia di produzione che ne assicura l’efficienza nel tempo. L’inverter, invece, potrebbe richiedere una sostituzione dopo circa 10-15 anni.

Dopo quanto tempo si ripaga l’investimento di un impianto fotovoltaico?

Il tempo di ammortamento di un impianto fotovoltaico dipende dai consumi e dalle agevolazioni fiscali. Con la detrazione al 50%, in Italia si rientra dell’investimento in genere in 5-7 anni.

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