Ammortamento impianto fotovoltaico: Tempi di Recupero dell’Investimento

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Quando parliamo di ammortamento degli impianti fotovoltaici, ci addentriamo in una questione che ha la massima rilevanza, quando si decide di investire in un impianto fotovoltaico.

Come saprai, infatti, i costi di installazione possono richiedere un discreto o notevole sforzo economico, che spinge il consumatore verso una domande più che lecite:

Quale sarà la reddivitità del mio impianto? Quanto impiegherò per ottenere il ritorno dell’investimento? La spesa che sto per affrontare comporta un vantaggio tale da rendere sensato lo sforzo economico?

Ammortamento impianto fotovoltaico: tempi di recupero dell'investimento ammortamento impianti fotovoltaici 2 fotovoltaico

A tutte queste domande si può rispondere attraverso un piano di ammortamento fotovoltaico, che sarà l’argomento di questo articolo.

Nei paragrafi che seguono, ti spiegheremo in maniera chiara e semplice cos’è l’ammortamento di un impianto fotovoltaico, quali sono le variabili che lo regolano, che cosa sono il coefficiente o aliquota di ammortamento e come calcolare l’ammortamento del tuo impianto fotovoltaico.

Non temere: non desideriamo trasformarti in un esperto contabile, ma vogliamo che tu disponga delle informazioni giuste per valutare in autonomia e senza condizionamenti le tue scelte d’acquisto.

A tal proposito, potresti trovare interessante questo approfondimento, dedicato al costo del fotovoltaico al kWh: come vedrai di qui a breve, si tratta di un’altra informazione utilissima per procedere al calcolo dell’ammortamento fotovoltaico.

Ammortamento impianto fotovoltaico: cos’è e quali variabili comprende

Come abbiamo già spiegato anche in questo articolo, dedicato alla scelta degli impianto fotovoltaici domestici, la decisione di installare un impianto fotovoltaico passa attraverso una serie di importanti valutazioni.

Sebbene il proposito sia soprattutto quello di ridurre le immissioni inquinanti, attraverso lo sfruttamento delle risorse rinnovabili, si tratta pur sempre di una scelta che comporta dei costi, talvolta anche ingenti.

Pensa, ad esempio, a impianti fotovoltaici di grandi dimensioni, finalizzati alla vendita di energia: in questo caso l’ammortamento diventa una questione di vitale importanza, poiché è lo strumento che consente di avere un’idea accurata e precisa di come le spese sostenute saranno recuperate attraverso la produzione e la vendita di energia solare.

Ammortamento degli impianti fotovoltaici: cos’è?

L’ammortamento, in economia, è un processo contabile che prevede la distribuzione nel tempo del costo di un investimento su più periodi contabili.

Si tratta di un calcolo che viene fatto considerando che un bene nel tempo subisce una perdita di valore a causa dell’usura, del deperimento o dell’obsolescenza.

Allo stesso modo, l’ammortamento fotovoltaico identifica il modo in cui il costo di investimento per la realizzazione dell’impianto viene distribuito nel tempo, sempre tenendo in considerazione il suo progressivo danneggiamento nel tempo.

Nello specifico, per un impianto fotovoltaico, l’ammortamento tiene conto del progressivo calo di efficienza dei pannelli solari nel corso degli anni e della loro graduale obsolescenza tecnologica.

Questo processo contabile risulta fondamentale per calcolare il reale costo dell’impianto e a determinare i benefici finanziari nel lungo termine derivanti dalla produzione di energia solare.

Calcolo ammortamento impianto fotovoltaico: quali variabili entrano in gioco?

L’ammortamento di un impianto fotovoltaico è un calcolo abbastanza complesso, perché deve tener conto di numerose variabili.

Se l’obiettivo è quello di conoscere, in maniera puntuale ed esaustiva, il tempo necessario a ripagare l’investimento attraverso la produzione di energia, la risposta dovrà necessaeriamente considerare diverse variabili.

Sono variabili principali:

  • il costo dell’impianto fotovoltaico
  • la potenza dell’impianto
  • la quantità di energia prodotta destinata all’autoconsumo e quella destinata a programmi di incentivo, come lo Scambio sul Posto.

Non sono trascurabili anche altri fattori, che riguardano, come abbiamo visto, gli aspetti legati all’usura dei componenti o a fattori ambientali. 

Un’altra variabile molto importante è sicuramente la possibilità di accedere a incentivi statali, che ha notevole impatto sul costo dell’investimento e sulla sua redditività.

Che cos’è il coefficiente di ammortamento degli impianti fotovoltaici

Il coefficiente di ammortamento, detto anche “aliquota di ammortamento” è un parametro utilizzato in contabilità e finanza per calcolare la distribuzione del costo di un investimento su più periodi contabili.

Questo valore indica la percentuale del valore dell’attivo che viene “consumata” o “ammortizzata” in un dato periodo, in base alla sua durata stimata o alla sua vita utile.

L’aliquota di ammortamento degli impianti fotovoltaici: beni mobili o immobili?

Il decreto ministeriale del 1988, che indica i coefficienti di ammortamento per i beni materiali strumentali, non faceva ancora menzione di uno specifico coefficiente di ammortamento per gli impianti fotovoltaici.

La questione ruotava intorno al quesito: “Un impianto fotovoltaico è un bene mobile o immobile?”

Inizialmente, l’Agenzia considerava gli impianti come beni mobili, soggetti a un ammortamento del 9%. Tuttavia, con il tempo, è emersa una distinzione tra impianti installati a terra e quelli sui tetti degli edifici.

Gli impianti a terra sono stati qualificati come beni immobili strumentali, con un ammortamento del 4%, mentre quelli sui tetti possono essere considerati immobili solo se aumentano il valore dell’edificio di almeno il 15%; altrimenti sono considerati mobili e soggetti a un ammortamento del 9%.

A proposito di impianti a terra, potrebbe essere interessante anche la lettura di questo articolo, dedicato ai pannelli fotovoltaici verticali, molto utilizzati nell’ambito dell’agrivoltaico, su cui negli ultimi anni in Italia si sta investendo molto

L’AIDC ha proposto una scomposizione del valore degli impianti in base alla natura delle loro componenti, suggerendo un ammortamento del 4% per le parti più esposte agli agenti atmosferici e del 9% per quelle legate alla produzione di energia elettrica.

Attualmente il trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici prevede un ammortamento del 4% per quelli a terra e del 9% per quelli installati sul tetto, seguendo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Il calcolo dell’ammortamento dell’impianto fotovoltaico

Il calcolo dell’ammortamento di un impianto fotovoltaico è, come abbiamo già anticipato, un processo complesso che richiede la considerazione di numerosi fattori economici e di rendimento. 

Innanzitutto, occorre mettere a bilancio tutti i costi iniziali dell’impianto, compresi quelli relativi all’acquisto dei pannelli solari, degli inverter, dei supporti di montaggio e dell’installazione stessa. Inoltre, è necessario considerare i costi di manutenzione e di assicurazione durante il periodo di funzionamento dell’impianto.

Dall’altro lato, bisogna valutare tutti i benefici derivanti dall’impianto fotovoltaico nel corso degli anni.

Questi includono i proventi generati dalla vendita dell’energia prodotta e immessa in rete, nonché i risparmi derivanti dall’autoconsumo dell’energia prodotta direttamente sull’impianto.

Ammortamento impianto fotovoltaico su tetto

Una riflessione su guadagni diretti e indiretti per il calcolo dell’ammortamento fotovoltaico

Riflettiamo un attimo sul significato della parola “investimento”, che indica l’impiego di una somma di denaro in un’attività, un bene o un progetto che produca un vantaggio economico in una determinata finestra temporale.

Anche se uno dei primi aspetti che si considera, quando si decide di installare un impianto fotovoltaico, è quello legato ai costi, poiché rappresentano una delle prime criticità da affrontare, se si guarda al risparmio economico generato dall’impianto, possiamo considerarlo a tutti gli effetti un investimento.

Un impianto fotovoltaico produce, infatti, sia guadagni diretti, che guadagni indiretti.

I guadagni diretti di un impianto fotovoltaico sono legati alla possibilità di scambiare o vendere il surplus energetico prodotto alla rete nazionale, ottenendo un effettivo guadagno economico.

Guadagni diretti con Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato

Potresti, ad esempio, usufruire di meccannismi come lo Scambio sul Posto o il Ritiro dedicato.

Nel primo caso, cedi alla rete l’energia elettrica non utilizzata, che ti viene rimborsata in bolletta attraverso un risparmio economico calcolato sull’energia che prelevi dalla rete.

Con il Ritiro Dedicato, invece, il proprietario di un impianto fotovoltaico viene considerato a tutti gli effetti un produttore di energia, ottenendo un compenso economico proporzionale all’energia che vende al Gestore.

Guadagni indiretti con il risparmio in bolletta

L’abitudine più virtuosa, quando si installa un impianto fotovoltaico, sarebbe quella di autoconsumare l’energia prodotta. 

Del resto, massimizzare l’autoconsumo è la strategia migliore per incrementare notevolmente il ritorno economico dell’investimento. 

Questo perchè con l’autoconsumo si riduce al minimo la dispersione di energia, che avviene in ogni caso nei vari passaggi della produzione e distribuzione di energia.

Si tratta di un dato che puoi verificare in bolletta e trovi indicato con la voce “Perdite di Rete”.

L’autoconsumo, dunque, rappresenta un’altra fonte di guadagno, in questo caso indiretto: in pratica, guadagni dal risparmio che ottieni sulla tua bolletta della luce.

Come puoi immaginare, questo risparmio è determinato dalle tua abitudini di consumo, dalla scelta di disporre o meno di un sistema di accumulo, dalla potenza dell’impianto. 

Altre variabili da considerare nell’Ammortamento degli impianti fotovoltaici

È importante effettuare una stima precisa della produzione energetica dell’impianto nel corso degli anni, considerando fattori come l’orientamento e l’inclinazione ottimali dei pannelli, la regione di installazione e le eventuali perdite di rendimento dei moduli fotovoltaici nel tempo.

Alcuni altri fattori da tenere in considerazione nel calcolo dell’ammortamento fotovoltaico includono i costi di finanziamento, le assicurazioni, l’installazione di sistemi di accumulo per aumentare l’autoconsumo e le modalità di consumo dell’energia da parte dell’utente.

Un aspetto importante da considerare è la dimensione dell’impianto, che influisce sia sulla quantità di energia prodotta che sul costo unitario per kW dell’impianto.

Come già anticipato, tra le variabili non può mancare la perdita di rendimento dei moduli fotovoltaici nel tempo: generalmente si aggira intorno allo 0,4-1% l’anno e dipende dalla qualità dei pannelli fotovoltaici.

Tra i tanti fattori da considerare, legati all’efficienza dell’impianto, vi sono senza dubbio l’orientamento e l’inclinazione ottimali dei pannelli, cruciali per massimizzare la produzione energetica dell’impianto.

Visto che la produzione di energia cambia in base alla zona geografica, con differenze tra Nord a Sud Italia, che possono toccare e superare i 500 kWh, la posizione geografica rappresenta un altro aspetto da non sottovaluatare, quando si calcola l’ammortamento degli impianti fotovoltaici. 

Un esempio pratico di calcolo dell’ammortamento dell’impianto fotovoltaico

Senza la pretesa di offrirti un esempio che rispecchi fedelmente numeri reali, in questo paragrafo proviamo a fare insieme il calcolo dell’ammortamento di un impianto fotovoltaico, per fornire maggiore concretezza alle nozioni che hai appena letto.

Supponiamo che tu abbia installato un impianto fotovoltaico da 6 kW a Palermo e che tu abbia usufruito del Bonus Ristrutturazione con una detrazione Irpef del 50%.

Aggiungiamo alle informazioni in nostro possesso anche la scelta, da parte del consumatore, di ottimi pannelli fotovoltaici, che hanno un calo della produzione dello 0,5%.

In pratica, ottieni questi dati:

  • Costo dell’impianto: 9.000€ + IVA 10%, quindi 9.900€
  • Costo effettivo dell’impianto con detrazioni fiscali Irpef al 50%: 4.950€
  • Energia prodotta il primo anno: 7.800 kWh
  • Energia prodotta in 25 anni: stima di massima 156.000 kWh (considerando un calo di prestazioni dello 0,5% annuo)
  • Elettricità autoconsumata sul momento (stima del 40%): 62.400 kWh
  • Energia immessa in rete in 25 anni: 93.600 kWh

Il piano di ammortamento terrà conto di questi dati:

  • Risparmio derivante dall’autoconsumo (calcolato a circa 0,23 €/kWh pari al costo lordo dell’energia in bolletta)
  • Introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete (0,10 €/kWh per l’energia immessa e 0,14 €/kWh per l’energia immessa e poi riprelevata con lo scambio sul posto)

Stime dei guadagni diretti e indiretti:

  • Risparmio derivante da autoconsumo: 0,23 € x 62.400 kWh = 14.352 € in 25 anni
  • Introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete: 0,14 € x 93.600 kWh = 13.104 € (ipotizzando che tutta l’energia immessa venga nel tempo riprelevata dallo stesso utente)

Il conto economico, basato sul piano di ammortamento, indicherebbe un guadagno di circa: 14.352 + 13.104 = 27.456€ in 25 anni.

Non dobbiamo dimenticare i costi di manutenzione, a cui diamo un costo di circa  100€ l’anno e la sostituzione dell’inverter dopo 10 anni.

A questo punto, il guadagno effettivo scenderebbe a circa 21.000€.

Ecco cosa otteniamo:

  • Costo impianto: 4.950€
  • Stima degli introiti sui 25 anni: 21.000€ (circa 840€/anno per i primi anni di funzionamento dell’impianto)
  • Tempo di ammortamento dell’impianto: stimato intorno ai 6-7 anni, considerando i dati forniti.

Quello che hai appena letto è soltanto un esempio che non ha la pretesa di essere esaustivo: si tratta di un calcolo finalizzato a mostrarti concretamente come potresti procedere per provare a sfruttare questo strumento indispensabile ai fini di una valutazione più precisa e accurata degli aspetti economici del tuo investimento in maniera dettagliata e approfondita.

Come calcolare se conviene il fotovoltaico?

Per determinare se conviene investire in un impianto fotovoltaico, è necessario considerare diversi fattori, tra cui il costo iniziale dell’impianto, i potenziali risparmi energetici derivanti dall’autoconsumo dell’energia prodotta, i guadagni dalla vendita dell’energia in eccesso alla rete, le detrazioni fiscali e gli incentivi statali disponibili, i costi di manutenzione e sostituzione degli inverter nel tempo, e il tempo di ammortamento dell’investimento. È consigliabile consultare un esperto del settore per valutare tutte queste variabili e determinare se l’installazione di un impianto fotovoltaico è conveniente per la propria situazione.

Come si calcola l’ammortamento fotovoltaico?

Il calcolo dell’ammortamento di un impianto fotovoltaico prevede la distribuzione nel tempo del costo di investimento su più periodi contabili, considerando il progressivo calo di efficienza dei pannelli solari nel corso degli anni e la loro graduale obsolescenza tecnologica. Questo processo contabile è fondamentale per determinare i benefici finanziari nel lungo termine derivanti dalla produzione di energia solare. È possibile calcolare l’ammortamento tenendo conto dei costi iniziali dell’impianto, dei benefici finanziari generati dalla produzione di energia solare (come i risparmi derivanti dall’autoconsumo e i guadagni dalla vendita dell’energia in eccesso alla rete), dei costi di manutenzione e sostituzione degli inverter nel tempo, e delle detrazioni fiscali e degli incentivi statali disponibili.

Qual è il tempo di rientro per un impianto fotovoltaico da 6 kW?

Il tempo di rientro per un impianto fotovoltaico da 6 kW dipende da diversi fattori, tra cui il costo iniziale dell’impianto, i potenziali risparmi energetici derivanti dall’autoconsumo dell’energia prodotta, i guadagni dalla vendita dell’energia in eccesso alla rete, le detrazioni fiscali e gli incentivi statali disponibili, i costi di manutenzione e sostituzione degli inverter nel tempo, e il tasso di interesse applicato ai finanziamenti eventualmente ottenuti per l’acquisto dell’impianto. In generale, considerando tutti questi fattori, il tempo di rientro per un impianto fotovoltaico da 6 kW può variare da circa 6 a 10 anni. È consigliabile consultare un esperto del settore per valutare tutte queste variabili e determinare il tempo di rientro specifico per il proprio impianto.

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