Impianto fotovoltaico a costo zero: come funziona?

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In questo articolo proveremo a fornirti tutte le informazioni necessarie per comprendere al meglio tutto quello che si cela dietro l’espressione “fotovoltaico a costo zero”, formula adoperata da moltissime aziende per promuovere l’installazione di impianti fotovoltaici.

L’idea di Installare presso la propria abitazione un impianto fotovoltaico a costo zero stuzzica moltissimo l’attenzione del consumatore che, intravista la possibilità dell’affare, attiva subito le antenne.

Proprio ad onore della trasparenza e della chiarezza, iniziamo questo articolo con una domanda leggermente provocatoria: “Può un impianto fotovoltaico essere davvero a costo zero?”.

La risposta è: “Tecnicamente no”.

In passato le aziende del settore hanno utilizzato questa espressione per promuovere l’idea di un ritorno totale dell’investimento attraverso il risparmio energetico ottenuto dall’installazione dell’impianto fotovoltaico.

Si tratta, in effetti, di una comunicazione pubblicitaria piuttosto ingannevole: pensa che nel 2016 una società molto importante fu sanzionata dall’antitrust per aver utilizzato l’espressione “a costo zero” e fu condannata ad una multa di ben 640.000 euro per pratiche commerciali scorrette.

Cosa c’è di vero nell’espressione “Fotovoltaico a costo zero”

Come spesso succede nel campo della comunicazione pubblicitaria, non tutto ciò che è vero è completamente vero e non tutto ciò che è falso è completamente falso.

In realtà, l’espressione “Impianto fotovoltaico a costo zero” racchiude in sé due importanti verità.

La prima: l’installazione di un impianto che sfrutta le energie rinnovabili garantisce davvero un risparmio energetico nel lungo periodo.

Per farti una stima concreta: un impianto fotovoltaico installato per coprire i bisogni di una famiglia di 5 persone, che abita in una casa abbastanza grande, può produrre circa 7000 kwH.

Per calcolare l’effettivo risparmio, basta moltiplicare il costo previsto dal proprio fornitore di energia elettrica per singolo kwH. In questo caso, facendo una stima generale ed approssimativa, se consideriamo un costo medio di 20 centesimi/kwH, otteniamo un risparmio annuo di 1400 euro.

Impianto fotovoltaico a costo zero
Photo Credit: Kindel Media

Considerando che un buon impianto fotovoltaico dura mediamente 25 anni, si può affermare che l’investimento iniziale ritorna completamente in termini economici.

La seconda verità racchiusa nell’espressione “Impianto fotovoltaico a costo zero” è che in Italia, sono numerosi gli incentivi fiscali e le opportunità di finanziamento per installare un impianto fotovoltaico a costo zero o a basso costo, come i bonus ristrutturazione, il Conto Termico 2.0, il Superbonus 110%, il Fondo Rotativo Nazionale per l’Efficienza Energetica, il credito d’imposta per il risparmio energetico, e molte altre iniziative promosse a livello locale e regionale.

Grazie a queste agevolazioni, di cui parleremo nei prossimi paragrafi, è possibile sostenere gli investimenti in impianti fotovoltaici, ridurre le bollette energetiche, migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione e contribuire attivamente alla causa ambientale.

Ecologia e sostenibilità: quando il “costo zero” è soprattutto per l’ambiente

Impianto fotovoltaico a costo zero: come funziona? Impianto fotovoltaico a costo zero 1 fotovoltaico

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente gli aspetti che in questo momento vuoi approfondire riguardano il risparmio economico prodotto da un impianto fotovoltaico e le soluzioni che ti permettono di installare un impianto riducendo l’investimento iniziale.

Prima di procedere con la spiegazione dettagliata delle diverse agevolazioni disponibili, ci sembra d’obbligo un brevissima riflessione sul risparmio probabilmente più importante di tutti: quello ambientale.

Come avrai constatato, l’aumento delle temperature, il cambiamento di alcuni ecosistemi, la perdita di biodiversità sono tematiche sempre più urgenti e sentite, proprio perché constatiamo ogni giorno, in prima persona, dei piccoli cambiamenti che ci danno la misura concreta del danno ambientale.

Quando si parla di danno ambientale e di strategie per provare a fare concretamente la nostra parte, uno dei primi argomenti che viene fuori è il passaggio alle fonti rinnovabili, come l’energia solare.

Di fatto, gli impianti fotovoltaici generano energia utilizzando la luce solare, una fonte rinnovabile, completamente pulita, che non produce emissioni di gas a effetto serra o altri inquinanti atmosferici, a differenza delle centrali a combustibili fossili.

Inoltre, al contrario delle centrali a combustibili fossili, che richiedono notevoli quantità di acqua per il raffreddamento e la produzione di vapore, gli impianti fotovoltaici, hanno un fabbisogno ridotto o nullo di acqua per la produzione di energia, aiutando a preservare questa preziosa risorsa.

Il risparmio di CO2 che si ottiene dall’impiego di energia solare è davvero notevole.

Visto che parliamo di “Costo zero” e di risparmio e visto che con i numeri alla mano alcuni concetti sembrano più veri, di seguito proviamo a calcolare il risparmio effettivo di CO2 prodotto da una famiglia che utilizza energia solare al posto della tradizionale energia elettrica.

Partendo dall’energia della rete elettrica locale, consideriamo che in molti paesi, la sua produzione è ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili, come carbone e gas naturale, per i quali ipotizziamo una media di 0,5 kg di CO2 emessi per ogni kWh prodotto da fonti fossili.

Quindi, se la famiglia consuma 7000 kWh di energia elettrica all’anno dalla rete, otteniamo una produzione di CO2 di 7000 kWh * 0,5 kg CO2/kWh = 3500 kg di CO2 all’anno.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, l’impronta di carbonio da considerare è soprattutto quella della produzione dei pannelli e del loro trasporto: inizialmente, le emissioni di CO2 derivano dalla produzione del pannello fotovoltaico, che comprende l’estrazione e il trattamento delle materie prime, il processo di fabbricazione dei componenti e l’assemblaggio del modulo. 

Questa fase iniziale contribuisce all’ammontare di gas serra immessi nell’ambiente prima che il pannello venga messo in funzione.

Anche il trasporto del pannello è responsabile di una parte delle emissioni di CO2 associate al suo ciclo di vita. 

Tuttavia, una volta installato, il pannello fotovoltaico inizia a produrre elettricità, sfruttando l’energia solare e senza emettere gas serra. 

In media, si stima che l’impianto fotovoltaico abbia un’energia “grigia” (cioè l’energia necessaria per la sua produzione, il suo trasporto e il suo ciclo di vita) compresa tra 20 e 50 grammi di CO2 per kWh prodotto, circa un decimo di quello prodotto dall’energia elettrica tradizionale. 

Insomma, l’espressione “a costo zero” riguarda soprattutto l’ambiente.

Alternative al fotovoltaico: un confronto con altre fonti di energia rinnovabile

Il fotovoltaico è sicuramente una delle scelte più gettonate tra chi decide di fare un passo in più verso una maggiore sostenibilità ambientale. Questo è dovuto soprattutto al fatto che l’Italia brilla per l’alto irraggiamento solare, condizione ideale per l’utilizzo di energia fotovoltaica. Va da sé che, pur esistendo altre opzioni, il fotovoltaico risulta spesso la scelta più efficace in termini di costi e benefici, soprattutto perché impiega uua tecnologia consolidata e mediamente più accessibile anche ai privati.

Ma quali sono le alternative al fotovoltaico?

L’energia eolica sfrutta la forza del vento per generare elettricità: gli aerogeneratori possono essere installati su terra o in mare aperto.

Tuttavia, questa tecnologia presenta due svantaggi rispetto al fotovoltaico: da un lato, infatto, richiede più spazio per l’installazione degli impianti; dall’altro, risulta efficiente solo in regioni con venti forti e costanti. .

I sistemi idroelettrici utilizzano la forza dell’acqua, come fiumi o cascate, per generare energia. Lo svantaggio di questa fonte di energia, rispetto al fotovoltaico, è rappresentato dall’impatto ambientale: spesso, infatti, per utilizzare l’elergia idrica, è necessario agire sul paesaggio e sugli habitat acquatici, ad esempio, modificando i corsi d’acqua. Altro lato negativo: richiede corsi d’acqua abbondanti.

L’energia dalla biomassa, invece, si ottiene dalla combustione di materiali organici come legna, rifiuti agricoli o residui di coltivazioni. In questo caso, i concetti di “rinnovabile” e di “impatto zero” risultano alquanto parziali, dal momento che la biomassa produce CO2 durante la combusione, con un impatto sull’ambiente sicuramente maggiore rispetto all’energia solare.

Infine, l’energia geotermica sfrutta il calore naturale proveniente dalla Terra per produrre elettricità o calore. Come puoi intuire, per sfruttare questa fonte energetica, è necessario trovarsi in aree geolologicamente attive, come le regioni vulcaniche. Tuttavia, il lato positivo è rappresentato dal buon livello di efficienza energetica e dalla bassa emissione di sostanze impattanti per l’ambiente.

Fotovoltaico (quasi) a costo zero: il bonus ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione è un incentivo fiscale del 50% previsto per gli interventi di riqualificazione energetica, tra cui l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici esistenti.

Nel 2023, il bonus ristrutturazione prevede la possibilità di ottenere un rimborso in contanti del 10% delle spese sostenute per l’intervento, con un limite massimo di 5.000 euro.

Per poter accedere al bonus ristrutturazione, è necessario effettuare l’intervento su un immobile esistente e richiedere la detrazione fiscale attraverso la dichiarazione dei redditi. Inoltre, l’intervento deve essere effettuato da un’impresa specializzata e autorizzata ad effettuare gli interventi di riqualificazione energetica.

Per quanto riguarda l’installazione, è necessario che l’impianto rispetti determinati requisiti tecnici e normativi, tra cui il rispetto delle normative locali in materia urbanistica e ambientale, la corretta predisposizione degli impianti di accumulo e il rispetto delle leggi  in materia di sicurezza elettrica.

Inoltre, è possibile richiedere il bonus ristrutturazione anche in combinazione con altri incentivi fiscali, come il Conto Termico 2.0 o il credito d’imposta per il risparmio energetico, di cui parleremo nel paragrafo che segue.

Fotovoltaico zero spese con il Conto Termico 2.0

Il Conto Termico 2.0 è un incentivo nazionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica degli edifici. Questo incentivo a livello nazionale prevede una serie di misure volte a incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Prevede una serie di incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici, come ad esempio un contributo a fondo perduto del 40% per le installazioni fino a 20 kWp e del 30% per le installazioni da 20 kWp a 200 kWp.

Inoltre, è previsto un incentivo all’autoconsumo per gli impianti fotovoltaici fino a 20 kWp, con un contributo del 40% sul costo dell’impianto e del 30% per gli impianti da 20 kWp a 200 kWp. È inoltre previsto un incentivo alla sostituzione degli inverter degli impianti fotovoltaici esistenti, con un contributo del 50% sul costo dell’intervento.

L’incentivo è gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che eroga i contributi a fondo perduto per l’installazione degli impianti. I contributi variano in base alla tipologia di impianto, alla potenza installata e alle prestazioni energetiche raggiunte.

Per accedere al contributo è obbligatorio rispettare tutti requisiti tecnici e normativi.

Ad esempio, l’impianto deve essere collegato alla rete elettrica nazionale e deve rispettare le normative in materia di sicurezza elettrica.

Inoltre, il Conto Termico 2.0 prevede anche un incentivo all’autoconsumo, che consente di utilizzare l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico direttamente all’interno dell’edificio in cui si trova l’impianto.

Questa modalità di utilizzo dell’energia prodotta dal fotovoltaico consente di ridurre l’importazione di energia dalla rete elettrica nazionale e di conseguenza i costi energetici dell’edificio.

Con il credito di imposta per il risparmio energetico i tuoi pannelli solari sono a costo zero

Il credito d’imposta per il risparmio energetico è un incentivo fiscale che prevede la possibilità di ottenere un rimborso fiscale pari ad una percentuale delle spese sostenute per interventi finalizzati al risparmio energetico. Questi interventi possono riguardare sia gli edifici privati che quelli pubblici, e sono finalizzati a ridurre i consumi energetici degli edifici, migliorare l’efficienza energetica degli impianti, e promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia.

In particolare, per quanto riguarda gli interventi di efficienza energetica degli edifici, il credito d’imposta prevede la possibilità di ottenere un rimborso fiscale pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di nuovi impianti di riscaldamento, condizionamento o di produzione di acqua calda sanitaria ad alta efficienza energetica.

In merito all’installazione di impianti fotovoltaici, il credito d’imposta permette di ottenere un rimborso fiscale pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di questi impianti, fino ad un massimo di 60.000 euro per ogni unità immobiliare.

È importante sottolineare che il credito d’imposta per il risparmio energetico è cumulabile con altre agevolazioni fiscali, come ad esempio il Conto Termico 2.0.

Incentivi regionali e locali per il tuo impianto fotovoltaico

Con l’obiettivo di incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici, molte regioni e città promuovono programmi che dispongono agevolazioni fiscali, finanziamenti agevolati e bonus per l’acquisto di pannelli solari.

Ad esempio, la Regione Puglia ha lanciato il programma “Puglia Solaire”, un programma che prevede la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati fino al 100% delle spese sostenute per l’installazione di impianti fotovoltaici, per un massimo di 50.000 euro. Inoltre, la Regione offre un bonus di 5.000 euro per le prime 1.000 richieste presentate per l’acquisto di impianti fotovoltaici con potenza superiore a 3 kWp.

Oppure, la Regione Lazio, che promuove il programma “Lazio Solare”. che offre accesso a finanziamenti agevolati per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, con una percentuale di finanziamento pari al 50% delle spese sostenute, oltre ad un bonus di 1.500 euro per le prime 2.500 richieste presentate per l’acquisto di impianti fotovoltaici con potenza superiore a 3 kWp.

In Lombardia è stato lanciato il programma “Fotovoltaico Lombardia”. Questo programma prevede la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati fino al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, per un massimo di 30.000 euro.

Infine, il “Bando Fotovoltaico Casa Sicura” è promosso dalla Regione Sicilia per incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici residenziali e produrre energia pulita. Il bando prevede la concessione di un finanziamento a tasso zero, fino ad esaurimento dei fondi disponibili, per l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico, con un importo massimo di 10.000 euro per ogni richiedente.

Questi sono solo alcuni esempi di programmi previsti nelle varie regioni. Nel prossimo paragrafo, troverai le fonti ufficiali per documentarti sugli incentivi previsti nella tua località di residenza.

Come e dove documentarsi per avere un impianto fotovoltaico a costo zero

Se vuoi essere sicuro di essere aggiornato correttamente su finanziamenti e agevolazioni fiscali per l’installazione di un impianto fotovoltaico, accertati di consultare le fonti giuste.

In primo luogo, puoi consultare il sito web dell’Agenzia delle Entrate, dove sono elencati tutti i bonus fiscali disponibili e le modalità per richiederli. Ricorda che puoi contattare direttamente l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate della tua zona di residenza per ottenere informazioni più dettagliate.

Inoltre, puoi rivolgerti ad organizzazioni e associazioni specializzate nel settore dell’energia rinnovabile e delle agevolazioni fiscali, che possono fornire supporto e consulenza. Ad esempio, Gestore dei Servizi Energetici mette a disposizione informazioni dettagliate sulle agevolazioni fiscali per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, compreso il fotovoltaico, attraverso il sito web o contattando il numero verde.

Infine, ricorda che molti installatori di impianti fotovoltaici possono fornirti assistenza e consulenza per richiedere le agevolazioni fiscali disponibili e possono anche occuparsi della gestione della pratica in nome del cliente.

Appuntati questi 3 consigli, utilissimi quando valuti il tuo impianto fotovoltaico

In questo articolo ti abbiamo fornito tutte le informazioni utili per indirizzarti verso la scelta di un impianto fotovoltaico “a costo zero”. Sebbene il concetto di “costo zero” sia alquanto generico, come abbiamo visto all’inizio, ci preme lasciarti qualche consiglio, prima di salutarti.

Come avrai capito, un impianto fotovoltaico rappresenta un investimento nel lungo periodo: occorrono mediamente 6 o 7 anni per ottenere un ritorno di investimento, cioè per rientrare dei costi affrontati in fase di installazione. Ovviamente questo tempo si accorcia, se riesci ad approfittare di bonus, agevolazioni, incentivi o altre iniziative finalizzate a rendere più accessibile l’energia rinnovabile.

Il messaggio che vorremmo passarti è questo: risparmiare sul fotovoltaico è un concetto variabile, in quanto non esiste un parametro assoluto per garantirti la massima efficienza e il minimo costo, ma esistono tante piccole variabili da considerare, che cambiano da caso a caso.

Ci sono, però, alcuni consigli universalmente validi, che possono garantirti indirettamente un risparmio nel lungo periodo, dove per “risparmio” intendiamo una maggiore durata dell’impianto e un minor rischio di interventi, disguidi o imprevisti.

Per questa ragione, di seguito trovi tre semplici consigli che saranno sicuramente d’aiuto nella missione di ottenere il massimo dal tuo investimento.

La manutenzione dell’impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico dura in media dai 20 ai 25 anni.

Va precisato, però, che la maggiore durata è garantita dai pannelli che, vista la mancanza di componenti meccaniche, durano mediamente anche oltre i 25 anni.

Gli inverter, però, sottoposti a maggiore usura, in quanto durano un massimo di 10-12 anni.

Per garantire una vita lunga e sana al tuo impianto fotovoltaico, la cosa fondamentale è averne cura, attraverso una manutenzione periodica.

Basta, ad esempio, accertarti periodicamente che i tuoi pannelli siano sgombri da sporco e detriti e, in caso contrario, provvedere alla corretta pulizia: un’operazione estremamente semplice, che puoi fare tu stesso, utilizzando una spugna morbida e dell’acqua.
In alternativa, puoi rivolgerti agli installatori, chiedendo una manutenzione periodica, spesso già inclusa nell’installazione.

Abbi cura di individuare un installatore fidato

Può sembrare una banalità, ma un installatore esperto non solo assicura un’installazione corretta, ma offre anche una consulenza accurata sull’orientamento ottimale dei pannelli, la disposizione e altri aspetti che influenzano le prestazioni complessive dell’impianto.

“Più facile a dirti, che a farsi. E dove lo trovo?” – Obietterai

Il consiglio che ti diamo è quello di iniziare la tua ricerca su due fronti:

  • online, sfruttando il potere del web, verificando gli anni di esperienza, le certificazioni disponibili e le rencesioni di altri clienti;
  • offline, affidandoti all’opinione spassionata di amici e parenti che hanno già installato un impianto fotovoltaico.

La seconda opzione ti garantisce sicuramente maggiore imparzialità: sappiamo bene quanto riusciamo ad essere onesti e spassionati nelle nostre opinioni, quando si tratta di recensire ad un conoscente un servizio di cui abbiamo usufruito.

Fatta la tua ricerca, puoi procedere alla richiesta di preventivi, operando anche un confronto dei prezzi che ti vengono proposti.

Valuta attentamente ciò che ti viene offerto: il tipo di garanzia, la disponibilità per interventi di manutenzione periodica, la presenza tempestiva in caso di problemi.

Dulcis in fundo: valuta attentamente la qualità dei pannelli solari

Sempre in considerazione di una massimizzazione dell’investimento, ricorda il detto antico: “Il risparmio non è sempre guadagno”.

Con questo intendiamo dire che investire sulla qualità dei pannelli solari si rivela sempre una strategia vincente!

I pannelli solari di alta qualità , infatti, non solo offrono prestazioni superiori, ma influenzano anche la durata dell’impianto, il rendimento energetico e il ritorno sull’investimento complessivo.

La qualità si traduce in un costo generalmente più alto, ma, come avrai capito, l’investimento in qualità si ripaga nel tempo, con una maggiore durat e una minore richiesta di manutenzione.

Un elemento di riconoscimento di un buon pannello solare è costuito spesso (non sempre!) da una garanzia più lunga. Del resto, una garanzia estesa offre la tranquillità che, nel caso si verifichino problemi, si avrà il supporto necessario per la sostituzione o la riparazione dei pannelli.

Domande & Risposte sull’impianto fotovoltaico a costo zero

Può un impianto fotovoltaico essere davvero a costo zero?

Tecnicamente no. L’espressione “fotovoltaico a costo zero” è stata utilizzata in passato in modo ingannevole dalle aziende per promuovere l’idea di un ritorno totale dell’investimento attraverso il risparmio energetico ottenuto dall’impianto fotovoltaico.

Quali sono le agevolazioni offerte dal bonus ristrutturazione per l’installazione di impianti fotovoltaici?

Il bonus ristrutturazione prevede un incentivo fiscale del 50% per interventi di riqualificazione energetica, inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici esistenti. Nel 2023, è possibile ottenere un rimborso in contanti del 10% delle spese sostenute per l’intervento, con un limite massimo di 5.000 euro.

Quali sono le agevolazioni offerte dal Conto Termico 2.0 per l’installazione di impianti fotovoltaici?

Il Conto Termico 2.0 è un incentivo nazionale che prevede contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti fotovoltaici e per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Le agevolazioni includono un contributo del 40% per gli impianti fotovoltaici fino a 20 kWp e del 30% per quelli da 20 kWp a 200 kWp, nonché incentivi all’autoconsumo e alla sostituzione degli inverter degli impianti esistenti.

Quali sono le agevolazioni offerte dal credito d’imposta per il risparmio energetico per l’installazione di impianti fotovoltaici?

Il credito d’imposta per il risparmio energetico permette di ottenere un rimborso fiscale del 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, fino a un massimo di 60.000 euro per ogni unità immobiliare.

Come avere un impianto fotovoltaico gratis?

Stanno nascendo progetti di affitto del fotovoltaico, in modo da usufruire dei vantaggi del fotovoltaico senza investimenti.

Quanto costa un impianto fotovoltaico da 4 kW senza accumulo?

Per un impianto senza accumulo il costo oscilla da circa 6.000 euro a  13.000 euro iva inclusa. Aggiungendo le batterie arrivi fino a 18.000 euro.

Quanto costa un impianto fotovoltaico da 3 kW senza accumulo?

Il costo può variare da circa 4.500-7.500 euro. Aggiungendo le batterie arrivi fino a 16.000 euro.

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2 commenti su “Impianto fotovoltaico a costo zero: come funziona?”

  1. Buongiorno, abbiamo letto il Vs. articolo che abbiamo trovato molto interessante. Avremmo necessità di metterci in contatto con L’ing. Paolo Vita.
    il nostro indirizzo mail è nardiniarreda@gmail.com
    Potremmo avere almeno un suo indirizzo dove scrivergli?
    Grazie

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