Nelle delicate fasi che precedono l’installazione di un impianto fotovoltaico, arriva sempre il momento della fatidica domanda: “Monocristallino o Policristallino: quali pannelli scelgo?”.
Si dice che i pannelli fotovoltaici monocristallini siano i più efficienti, ma è davvero così? O esistono alcune valutazioni da fare?

In questo articolo, affronteremo approfonditamente l’argomento con un solo obiettivo: aiutarti ad avere le idee più chiare sulla soluzione più adatta a te.
Pannelli fotovoltaici Policristallini: le caratteristiche
I pannelli fotovoltaici policristallini rappresentano una soluzione versatile ed economica per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Questi moduli utilizzano celle solari fatte di silicio policristallino e presentano una struttura meno ordinata rispetto ai pannelli monocristallini: questo, da un lato, li rende meno performanti dal punto di vista energetico, ma più vantaggiosi per il loro costo più accessibile e la maggiore flessibilità nelle dimensioni e nella forma.
La struttura disomogenea del silicio policristallino, ottenuto fondendo insieme più cristalli di silicio, contribuisce alla riduzione dei costi di produzione dei pannelli: proprio per questo, i pannelli fotovoltaici policristallini una scelta interessante per progetti residenziali e commerciali di medie dimensioni, dove si richiede una buona quantità di energia solare a un prezzo conveniente.
Il costo di un pannello policristallino da 300 watt oscilla tra i 120 e i 200 euro circa.
Pannelli monocristallini: vantaggi e svantaggi

La caratteristica distintiva dei pannelli monocristallini risiede nella struttura cristallina composta da un unico cristallo di silicio ad alta purezza.
Questa particolarità conferisce loro una maggiore efficienza rispetto ai pannelli policristallini, consentendo di generare più energia per la stessa area di installazione.
I pannelli monocristallini garantiscono una maggiore produzione di energia in condizioni di scarsa luminosità.
Effettuando una meta ricerca specifica per supportare questa affermazione, si scopre che realmente la tecnologia del monocristallino offre migliori performance di efficienza in condizioni di scarsa luce, di seguito le fonti analizzate e le relative note:
| Fonte (anno) | Tipo di studio | Condizioni | Risultato rilevante | Note |
|---|---|---|---|---|
| Baghel & Chander, Clean Energy 2022 (OUP Academic) | Misura in campo di un modulo monocristallino (375 W, 19,33% eff.) e uno policristallino (330 W, 17,27% eff.) in India | Ampio intervallo di irradianza reale, clima tropicale (inclusi valori medi e bassi) | Gli autori concludono che il modulo mono è più efficiente del poli sotto tutte le condizioni di irradianza (quindi anche quando la radiazione è bassa) | Il rapporto di prestazione (PR) massimo è 0,89 per il mono e 0,86 per il poli: il mono mantiene un vantaggio strutturale su tutto il range di irradianza |
| Mulcué-Nieto et al., Energy Reports 2020 (ScienceDirect) | Confronto tra impianti mono e poli connessi in rete a Manizales (Colombia) | Clima di montagna, con frequente copertura nuvolosa e quindi molte ore con irraggiamento moderato/basso | Gli autori trovano prestazioni complessivamente simili, ma non rilevano alcun vantaggio specifico del policristallino in condizioni nuvolose; il mono rimane competitivo | Conferma che almeno non esiste un “vantaggio” del poli in bassa luce; scelta spesso guidata da costo vs efficienza |
| Studio su moduli c-Si in International Journal of Research Publication and Reviews (2024 ca.) (ijrpr.com) | Analisi prestazionale mono vs poli | Test a irradiamento alto e basso | Il modulo policristallino va meglio ad alta irradianza ma “mostra scarse prestazioni in condizioni di bassa irradianza”, mentre il monocristallino mantiene prestazioni migliori | Conferma esplicita che, quando la luce è poca, il mono conserva un rendimento più alto rispetto al poli |
| Confronto mono vs poli in aree semi-aride (ResearchGate) | Studio in zona semi-arida | Irrazianze elevate e condizioni specifiche locali | In questo caso il policristallino può risultare competitivo o leggermente migliore sull’anno in quel contesto | Serve a ricordare che il comportamento dipende anche da clima, temperatura, qualità del modulo: non è una legge assoluta in ogni luogo |
Quindi per loro elevata efficienza, i pannelli monocristallini sono particolarmente adatti per spazi limitati dove è necessario massimizzare la produzione di energia solare.
Inoltre, la loro struttura cristallina uniforme garantisce una maggiore durata nel tempo, rendendoli meno suscettibili ai danni causati dalle variazioni di temperatura e stress meccanico.
Anche dal punto di vista estetico, i pannelli monocristallini, con la loro superficie nera, offrono un’elegante soluzione, ideale per installazioni residenziali e commerciali dove l’aspetto estetico è importante.
Sebbene tradizionalmente i pannelli monocristallini siano stati considerati più costosi, i recenti avanzamenti tecnologici hanno ridotto la differenza di prezzo, rendendoli più accessibili e più convenienti in alcune situazioni, che vedremo nel prossimo paragrafo.
Per quanto riguarda il costo, un modulo monocristallino da 300 watt ha un costo che può variare dai 150 ai 250 euro, in base al marchio e alle caratteristiche specifiche.
Considerazioni economiche per la sostituzione o l’ampliamento dell’impianto esistente
Quando si considera la sostituzione o l’ampliamento di un impianto fotovoltaico esistente, è importante valutare il costo dei nuovi pannelli in relazione al risparmio energetico previsto. I pannelli monocristallini, sebbene inizialmente più costosi, possono offrire un ritorno sull’investimento superiore nel lungo termine grazie alla loro maggiore efficienza e durata.
Differenza tra moduli e pannelli fotovoltaici
Quando si parla di costo dei pannelli fotovoltaici, si usa l’unità di misura €/Wp (euro per Watt di picco), che indica il prezzo dell’energia massima che il pannello può produrre in condizioni ideali. È un valore tecnico molto utile per confrontare pannelli diversi in modo oggettivo. Tuttavia, nel mercato reale il proprietario di casa incontra quasi sempre il prezzo per singolo modulo, che è più alto rispetto al semplice calcolo €/Wp perché include voci fondamentali come IVA, trasporto, margine del rivenditore, garanzie e certificazioni.
In pratica, il costo finale di un pannello nasce proprio da questa somma: prezzo industriale + costi commerciali + obblighi fiscali, ed è per questo che un modulo può costare sul mercato anche più del doppio rispetto al suo valore “tecnico” in €/Wp. Per chi investe per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, capire questa differenza è essenziale per valutare correttamente la convenienza dell’intervento.
| Tipo di modulo (agg. Dicembre 2025) | Prezzo medio indicativo (€/Wp) | Note / commenti |
|---|---|---|
| Moduli “mainstream” (entry / standard) | ~ 0,10 – 0,115 €/Wp (Rinnovabili) | Categoria economica / di base; efficienza e qualità probabilmente inferiori |
| Moduli “alta efficienza” / premium / monocristallini performanti | ~ 0,12 – 0,135 €/Wp (HDblog) | Include pannelli ad alta efficienza (mono, tecnologie TOPCon / HJT / “full black”) |
| Moduli di fascia molto economica / “low cost” | ~ 0,055 – 0,07 €/Wp (Rinnovabili) | Spesso con efficienza inferiore e potenziale maggiore usura o degradazione |
| Gamma ampia (moduli standard o premium) — prezzo per modulo | indicativamente 120 € – 340 € per modulo (in base a potenza ed efficienza) (Accumulo & Fotovoltaico) | Varia molto in base alla tecnologia, potenza nominale, efficienza e qualità del produttore |
Sostituzione totale o ampliamento dell’impianto esistente
Se l’impianto ha più di 10–12 anni, la sostituzione completa con moduli monocristallini ad alta efficienza risulta spesso la soluzione più conveniente nel medio-lungo periodo, perché consente di aumentare significativamente la produzione a parità di spazio, ridurre le perdite da degrado e accedere a nuove garanzie di prodotto e prestazione.
L’ampliamento, invece, è conveniente solo quando l’inverter è già predisposto, lo spazio è disponibile e l’impianto esistente ha ancora buone prestazioni: in questo caso si può incrementare la potenza installata con un investimento più contenuto.
In entrambi gli scenari, è fondamentale valutare il costo complessivo “chiavi in mano” (moduli, inverter, gestione pratiche, manodopera, eventuale accumulo) in rapporto al risparmio annuo in bolletta e all’autoconsumo reale, perché spesso un impianto più efficiente, anche se inizialmente più oneroso, garantisce un ritorno economico più rapido e stabile nel tempo.
Tecnologie emergenti per i pannelli solari
A dicembre 2025 l’innovazione nei pannelli solari riguarda soprattutto i monocristallini, che hanno ormai quasi totalmente superato i policristallini sul mercato. Le tecnologie più diffuse ed evolute sono le celle N-type, in particolare TOPCon e HJT (eterogiunzione), che garantiscono efficienze superiori al 23–24%, minore degrado nel tempo e migliori prestazioni con poca luce e alte temperature. Si stanno inoltre affermando i moduli bifacciali, capaci di produrre energia anche dal lato posteriore, e le celle tandem silicio–perovskite, ancora in fase di industrializzazione ma con potenziali efficienze oltre il 30%. I pannelli policristallini, invece, non presentano reali innovazioni recenti e sono sempre più marginali, utilizzati quasi esclusivamente in applicazioni a basso costo.
L’ardua scelta dei pannelli: monocristallino o policristallino?
Abbiamo visto che i pannelli monocristallini garantiscono una maggiore efficienza, che si traduce in una maggiore densità energetica.
In altre parole, a parità di potenza, occupano meno spazio sul tetto.
In media, i moduli policristallini richiedono uno spazio maggiore, occupando circa 5,7-7,2 mq per ogni kW installato. Al contrario, i moduli monocristallini sono più compatti, occupando uno spazio inferiore di circa 4,1-5,5 mq per kW installato.
Se, ad esempio, devi installare un impianto fotovoltaico da 5 kW, ti occorreranno dai 17 ai 21 moduli policristallini, mentre potresti cavartela con soli 15 pannelli, se opti per i monocristallini.
Ne parliamo anche in questo articolo, dove parliamo dell’impianto fotovoltaico da 5 kW.
Questa differenza nelle dimensioni dei moduli ha un impatto significativo sulla quantità di spazio necessaria per l’installazione di un impianto fotovoltaico, influenzando la progettazione e la disposizione degli stessi.
Quindi, se una delle criticità che riscontri riguarda la quantità di spazio disponibile sul tetto, i pannelli monocristallini potrebbero rappresentare la soluzione giusta per te.
Questi ultimi, inoltre, si rivelano più efficienti anche in condizioni di temperature più basse e luce solare meno intensa, a differenza dei pannelli fotovoltaici policristallini, che riescono a sfruttare meglio la lunga esposizione al sole, ma rendono meno quando sono colpiti dal sole in maniera perpendicolare.
Quali sono le differenze di durata tra pannelli monocristallini e policristallini?
In generale, i pannelli monocristallini hanno una durata superiore rispetto ai pannelli policristallini. Mentre entrambi i tipi di pannelli possono avere una vita utile di 25 anni o più, i pannelli monocristallini tendono a mantenere la loro efficienza più a lungo e sono meno soggetti a degrado nel tempo.
| Tecnologia | Degradazione annua tipica* | Produzione residua dopo 25–30 anni (indicativa) |
|---|---|---|
| Monocristallino | ≈ 0,3–0,5 %/anno sui modelli di qualità (en.tongwei.cn) | ≈ 86–88% della potenza iniziale dopo 25 anni; ~87% dopo 30 anni con 0,5%/anno (en.tongwei.cn) |
| Policristallino | ≈ 0,5–0,8 %/anno; in alcuni studi sul campo si arriva anche a 0,79–1,67%/anno (EcoFlow) | ≈ 82–84% della potenza iniziale dopo 25 anni (con 0,5–0,7%/anno); valori più bassi se il degrado è vicino all’1% (en.tongwei.cn) |
In sintesi:
- La vita utile commerciale è simile (tipicamente garanzia di performance di 25 anni per entrambi).
- Ma a parità di anni, i monocristallini tendono a degradarsi più lentamente, quindi mantengono una quota maggiore della potenza iniziale rispetto ai policristallini.
La qualità del silicio sulla resa complessiva dell’impianto
I pannelli monocristallini, realizzati con silicio di alta purezza, offrono una maggiore efficienza energetica rispetto ai pannelli policristallini, che utilizzano silicio di qualità inferiore.
| Fonte (anno) | Qualità del silicio considerata | Effetto su efficienza / resa |
|---|---|---|
| Di Sabatino et al., Crystals (MDPI), 2024 (MDPI) | Descrive le celle in silicio monocristallino come caratterizzate da microstruttura ad alta purezza e quasi priva di difetti. | Conclude che il vantaggio principale delle celle in silicio monocristallino è la maggiore efficienza proprio grazie all’alta purezza e alla ridotta densità di difetti → più energia prodotta per la stessa superficie. |
| Nievendick et al., Solar Energy Materials & Solar Cells, 2012 (ScienceDirect) | Analizza la relazione tra qualità del materiale (difetti cristallini, impurità) e prestazioni. | Mostra che la qualità del silicio determina la lunghezza di diffusione dei portatori minoritari, parametro che influisce in modo predominante sull’efficienza della cella: più difetti → più ricombinazione → meno corrente e meno resa. |
| Coletti, Impact of metal contamination in silicon solar cells, 2018 ca. (d-nb.info) | Studia gli effetti di impurezze metalliche e difetti associati nel silicio. | Dimostra che impurità e difetti aumentano la ricombinazione e causano una riduzione misurabile dell’efficienza delle celle: silicio più “sporco” = resa inferiore del dispositivo e dell’impianto. |
| Vecchi, tesi su multicrystalline silicon (Univ. Bologna, 2019) (AMS Tesi di Laurea) | Mostra che nel silicio multicristallino la presenza di boundary di grano e maggior concentrazione di impurità degrada la qualità del materiale. | Riporta che le efficienze ottenibili su mc-Si risultano significativamente più basse rispetto al c-Si proprio a causa di questi difetti, che agiscono come centri di ricombinazione → minore efficienza e produzione. |
| Articolo divulgativo tecnico su purezza del silicio e celle FV (2025) (Energy → Sustainability Directory) | Spiega che in silicio molto puro e a singolo cristallo (monocristallino) la rete cristallina uniforme riduce difetti e ostacoli al moto degli elettroni. | Conclude che maggiore purezza = meno difetti = migliore flusso di elettroni, quindi efficienza più alta della cella e resa energetica maggiore rispetto a materiali più difettosi (tipicamente multicristallino). |
Che differenza c’è tra pannello monocristallino e policristallino?
La principale differenza tra i pannelli fotovoltaici monocristallini e policristallini risiede nella struttura dei cristalli di silicio utilizzati. I pannelli monocristallini sono composti da un singolo cristallo di silicio ad alta purezza, mentre i policristallini sono formati da più cristalli di silicio fusi insieme. Questa diversità strutturale si riflette nelle prestazioni: i monocristallini sono leggermente più efficienti rispetto ai policristallini, occupando meno spazio per la stessa potenza generata. Tuttavia, i policristallini sono più vantaggiosi in termini di costo e flessibilità nelle dimensioni e nella forma.
Come scegliere i migliori pannelli fotovoltaici?
La scelta dei migliori pannelli fotovoltaici dipende dalle esigenze specifiche del progetto, dallo spazio disponibile, dal budget e da altri fattori. Se lo spazio sul tetto è limitato e si desidera massimizzare la produzione di energia solare, i pannelli monocristallini potrebbero essere la scelta migliore grazie alla loro maggiore efficienza. Tuttavia, se si cerca una soluzione più economica e flessibile, i pannelli policristallini potrebbero essere più adatti. È importante considerare anche la durata nel tempo, le caratteristiche estetiche e l’affidabilità del produttore e dell’installatore al fine di selezionare i pannelli fotovoltaici più adatti al proprio progetto.



8 commenti su “Pannelli monocristallino vs policristallino: qual è la scelta migliore?”
Ottimo, grazie mille, finalmente ho le idee chiare, sia dei costi che del rendimento sui pannelli solari, in un breve futuro mi saranno utili sia per l’abitazione che per la barca.
Grazie ancora. Distinti saluti Attilio
Ottimo Attilio, mi fa molto piacere che abbiamo chiarito alcuni suoi dubbi e le abbiamo fornito informazioni utili.
In bocca al lupo per i suoi progetti e se ha domande non esiti a contattarmi!
Un saluto,
Paolo Vita
Buongiorno,
vorrei avere un suo parere riguardo alla sostituzione di 8 pannelli fotovoltaici in policristallino da 250 kWh ciascuno (marca Kyoto, dimensioni 1640 x 99,2 cm) e dell’inverter Growatt attualmente in uso. Questi pannelli, installati nel 2017, producono complessivamente 2 kWh e non sono dotati di batteria di accumulo.
L’impianto si trova sul tetto di un condominio, ma è privato: il condominio è composto da 15 appartamenti, ognuno con il proprio impianto fotovoltaico, oltre a un impianto condominiale da 2,5 kWh.
Vorrei acquistare un’auto elettrica o plug-in e, a tal proposito, ho parlato con l’amministratore. Mi ha confermato che posso sostituire i pannelli senza richiedere permessi agli altri condomini, a condizione di rispettare gli spazi attualmente occupati.
Le mie domande sono:
Quali sono i migliori pannelli fotovoltaici disponibili nel 2025, compatibili con le dimensioni attuali, ma con una potenza maggiore rispetto agli attuali?
Dovrei anche sostituire l’inverter e installare degli ottimizzatori, dato che in inverno i primi due pannelli sono talvolta parzialmente in ombra, riducendo l’efficienza dell’intero impianto. Quali soluzioni consiglierebbe per migliorare il rendimento complessivo?
Grazie per l’attenzione.
Buongiorno,
grazie per il suo commento!
Per migliorare il suo impianto, le consiglierei di considerare pannelli monocristallini di ultima generazione, che offrono efficienza superiore e potenze oltre i 400 W per modulo, perfettamente compatibili con gli spazi già occupati.
Inoltre, un inverter aggiornato e ottimizzato per gestire la maggiore potenza installata potrebbe fare la differenza, soprattutto se combinato con ottimizzatori di potenza. Questi ultimi sono ideali per risolvere il problema dell’ombreggiamento, migliorando significativamente il rendimento complessivo del suo impianto.
Per altri dubbi o un supporto personalizzato può contattarmi direttamente alla mail [email protected]
A presto!
Paolo Vita
Salve, vorrei una sua opinione su quale tipo di pannello sarebbe più idoneo al il mio caso che ora le elenco, la mia necessità è una pompa per innaffiare l’orto.
Dato che la profondità del pozzo è di 25 metri, ho dovuto optare per una pompa a 220 volt, altrimenti sarebbe potuta andar bene una con una alimentazione a 12 volt, per cui metterò un iverter adeguato alla potenza della pompa, il quesito è appunto se utilizzare un monocristallino o un policristallino, all’incirca pesavo ad una potenza di circa 500 watt e una batteria di 160 A, non ho problemi di spazio dato che il campo è grande di spazio ne ho a sufficienza.
Grazie mille
Giorgio
Salve Giorgio,
Per il suo caso specifico le consiglierei di optare per pannelli monocristallini, sia per la loro efficienza più elevata (performano meglio anche in condizioni di luce non ottimali) sia per la loro durata nel tempo. I monocristallini hanno infatti una maggiore longevità rispetto ai policristallini, il che li rende ideali per un sistema da utilizzare per molti anni.
Con 500W di pannelli, abbinati a una batteria da 160Ah, dovrebbe avere una configurazione sufficiente per alimentare la sua pompa, a patto di dimensionare bene l’inverter per gestire la potenza di picco della pompa.
Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti o assistenza, non esiti a contattarmi alla mail [email protected].
A presto!
Paolo Vita
Grazie mille, è stato gentilissimo.
A presto
È stato un piacere!
A presto,
Paolo